LEGGE DEMOCRAZIA DIRETTA IN TRENTINO

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 materie referendabili: tutte quelle su cui hanno competenza i consiglieri provinciali

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paolo michelotto



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MessaggioTitolo: materie referendabili: tutte quelle su cui hanno competenza i consiglieri provinciali   Ven Dic 23, 2011 9:28 pm

oggi la legge che regolamenta il referendum nel trentino dice:

Art. 2

Materie sulle quali non è ammesso il referendum propositivo

1. Non possono essere sottoposti a referendum propositivo:

a) questioni riguardanti tributi e bilancio;

b) questioni già sottoposte a referendum propositivo negli ultimi cinque anni;

c) questioni che riguardano la tutela delle minoranze linguistiche ladine, mochene o cimbre, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 5.





Perchè queste limitazioni? In Svizzera ad esempio non ci sono e moltissimi referendum vengono effettuati sui tributi e sul bilancio. Non ci sono tempi per ripresentare le proposte referendarie. E se i consiglieri provinciali possono discutere di leggi riguardanti le minoranze, allora anche ai cittadini deve essere data la stessa possibilità.

Quindi io metterei

Art. 2

Gli strumenti di democrazia diretta sono applicabili a tutta la materia legislativa già di competenza dei rappresentanti provinciali eletti dal popolo e non possono in alcun caso confliggere né con le disposizioni inderogabili del diritto internazionale, né con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, né con il dettato della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, né con il catalogo dei diritti fondamentali contenuto nei Trattati dell'Unione Europea.
Ciascuna proposta di legge o di referendum deve rispettare il principio dell'unità della forma e della materia.».
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alex marini
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MessaggioTitolo: Bilancio e tributi   Mar Dic 27, 2011 3:47 pm

Io sono d'accordo. Infatti non capisco perchè i cittadini non debbano decidere su come destinare le risorse pubbliche. Con l'attuale sistema a livello provinciale vengono dirottati finanziamenti a categorie e soggetti privati senza nessuna possibilità di intervento da parte dei cittadini. Su che base?
In Svizzera esiste un sistema di FEDERALISMO FISCALE E PEREQUAZIONE FINANZIARIA che permette differenze ed adattamenti nei vari cantoni. Ad esempio (basta vedere sulle fonti del Dipartimento delle finanze) le imposte sul reddito variano da città a città (es.Zurigo siamo sul 7% contro il 17% circa di Neuchatel) ed in particolare tra città e periferia dello stesso cantone anche in funzione dei servizi che vengono erogati (con differenze che possono essere il doppio dell'aliquota fiscale per la città).
Pongo due domande per avviare una riflessione su come funziona il sistema ora:
- Chi decide quanti soldi e come devono essere distribuiti sul territorio o nei vari settori economici?
- Quali comunità e quali categorie beneficiano di investimenti ed infrastrutture di cui altri non possono godere?
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slongano



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MessaggioTitolo: Re: materie referendabili: tutte quelle su cui hanno competenza i consiglieri provinciali   Ven Dic 30, 2011 12:04 am

Che in Svizzera non vi siano limiti è parzialmente vero. Anche Paolo per altro ha messo dei limiti alle materie su cui è possibile aprire un quesito referendario.
In Svizzera per esempio non è possibile abrogare una legge di ratifica di un trattato internazionale. Per altro, la stessa legge è sicuramente stata sottoposta prima di entrare in vigore a referendum confermativo obbligatorio, perchè così vuole la costituzione svizzera.
Per quanto riguarda tributi e bilancio, sicuramente non è possibile pensare di abrogare una legge finanziaria. Questo per tantissimi motivi. Infatti il referendum su una tale legge richiederebbe mesi per essere svolto.
Questo significa che, se fosse abrogata, si renderebbero "illegali" tutte le spese fatte fino a quel momento retroattivamente. Alternativamente, si dovrebbero bloccare tutte le spese fino alla data di convocazione dei comizi elettorali. Che ovviamente è impossibile.
Vi è per altro un problema abbastanza grave su come le finanziarie vengono fatte oggi. Infatti, oltre all'assegnazione delle risorse ai capitoli di spesa, le lagge collegata tende a modificare molti articoli di altre leggi, in maniera del tutto impropria.

Diverso ovviamente è il caso del referendum propositivo, dove si può certamente (e si deve a mio avviso) permettere di proporre sia i criteri di spesa pubblica che l'allocazione di risorse per progetti specifici.
Il problema delle minoranze linguistiche è un tema in generale delicato per tutti i sistemi democratici, e per quelli con presenza di democrazia diretta in particolare. Infatti sappiamo che la principale critica ai sistemi di democrazia diretta è quella che introducono una sorta di dittatura della maggioranza. Vedi per esempio la votazione sulla proposition 8 in California, che ha dovuto essere annullata per incostituzionalità solo a posteriori. Sui temi di

Trovo quindi la formulazione della proposta di Paolo estremamente generica e inapplicabile in questa forma.

Secondo me dobbiamo ben separare le diverse modalità di referendum, dando a ciscuna limiti e prerogative proprie.

Vi sono essenzialmente 3 tipi di referendum.

  1. confermativi
  2. propositivi
  3. abrogativi
Per semplicità tralascio quelli consultivi.
Per quelli confermativi si dovrebbe poi vedere quali proposte siano obbligatoriamente e quali facoltativamente a tale referendum.
Per esempio trovo che le modifiche allo statuto di autonomia dovrebbero essere sottoposte a referendum confermativo obbligatorio.
Tutte le modifiche di norme che riguardano il funzionamento degli organi dell'autonomia dovrebbero essere sottoposti a referendum confermativo facoltativo. In questa classe non includerei solo le leggi, ma anche i provvedimenti che possono essere presi per deliberazioni "amministrative". Per esempio il funzionamento e il finanziamento (soprattutto) dei gruppi consiliari.
Per quanto riguarda i referendum propositivi, sono d'accordo con Paolo che dovrebbero essere ammesse tutte le norme che possono essere di iniziativa consiliare. Questo esclude automaticamente la finanziaria che è di iniziativa unicamente giuntale.
Sui referendum abrogativi invece ritengo si debba essere molto più selettivi. Principalmente per evitare una vacatio legislativa. Da escludere ovviamente la legge finanziaria in quanto tale.
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slongano



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MessaggioTitolo: Finanze e tributi   Ven Dic 30, 2011 12:20 am

Dimenticavo una risposta ai quesiti di Alex, che per altro a mio avviso non sono direttamente correlati al tema delle regole sul referendum.

Innanzitutto la Svizzera è una nazione autenticamente federale. Questo significa (anche) che ad ogni livello amministrativo competono sia potestà legislative proprie che potestà impositive proprie.
Per noi italiani questo è un concetto purtroppo alieno. Da noi le tasse le incassa lo stato, che poi con propria legge determina la redistribuzione di tali risorse agli altri organi.
Cosa che è stata solo parzialmente modificata dalle norme di questi ultimi anni, incluse quelle sul c.d. federalismo fiscale, che di federale non ha proprio nulla.
Ad esempio le tasse automobilistiche vanno direttamente alle provincie che hanno competenza sulle strade (o meglio sulle strade provinciali).
Ma che di federalismo vero non si tratti lo si vede anche da questa ultima finanziaria, dove per esempio il gettito della cosiddetta imposta municipale sugli immobili è stata al 50% riservata allo stato.
In Svizzera se le imposte sugli immobili sono di competenza comunale ne il cantone ne tanto meno lo stato federale possono dire nulla al comune. Ovviamente invece i cittadini del comune possono incidere, anche con i referendum.

Anche a livello provinciale purtroppo funziona così. Le tasse (incassate dallo stato) vengono trasferite in toto alla provincia, che poi ne determina con proprie norme il trasferimento agli altri organi dell'autonomia, inclusi i comuni.
La ripartizione delle risorse viene decisa con legge finanziaria, e la ripartizione delle quote dei comuni viene decisa di concerto con il consorzio del comuni (o in generale con il consiglio delle autonomie, ebbene si, abbiamo dupoicato anche gli enti di rappresentanza).
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alex marini
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MessaggioTitolo: Bilancio e tributi   Sab Dic 31, 2011 1:20 pm

E’ palese che ci debbano essere dei limiti nelle materie referendabili per evitare paradossi nel sistema giuridico vigente. Le puntualizzazioni e le proposte di Paolo e Stefano sono ineccepibili.
Il problema della vacatio legislativa a mio avviso è risolvibile. Infatti si potrebbe creare un quesito referendario che renda possibile l’abrogazione solo a condizione che nel quesito stesso sia contenuta un’alternativa legislativa per evitare così il vuoto giuridico. Tale alternativa potrebbe essere quella di una norma transitoria in attesa della definizione di una nuova norma oppure una norma giuridica ex-novo che rimpiazzi quella da abrogare. In sostanza il referendum abrogativo si trasformerebbe in un referendum propositivo. In questo senso andrebbero regolati anche gli effetti del cambiamento e quindi andrebbe regolamentata anche la questione della retroattività e non-retroattività per evitare confusione ed effetti collaterali problematici.
Mi scuso per aver aggiunto impropriamente la questione del federalismo. Cerco di giustificarmi affermando che in qualche modo volevo sensibilizzare la vostra attenzione. Infatti è evidente che la finanza pubblica vada tenuta sotto controllo dal corpo elettorale per non trovarsi in situazioni di emergenza come è accaduto e sta accadendo a tutti i livelli ed in tutto il mondo. A mio parere alcune situazioni di panico si potrebbero prevenire grazie ad un maggiore coinvolgimento del corpo elettorale nel controllo dei bilanci.
Riguardo ai tributi provinciali è vero che questi vengono riscossi dallo Stato e poi nella misura dei 9/10 vengono girati alla Regione TAA, la quale si occupa di ridistribuirli nelle forme indicate da Stefano. Tuttavia, in Provincia ci sono dei tributi locali (vedi link sotto), i quali nella nuova proposta di legge non vedo perché non possano essere oggetto di un quesito referendario.
Dal punto di vista dell’approvazione del bilancio e del rendiconto della regione, eventuali quesiti referendari sulla questione potrebbero entrare in conflitto con l’art.84 dello Statuto. In questo ambito sarebbe interessante pensare ad un organo di controllo popolare – ad esempio una giuria di cittadini – che segua la procedura di approvazione del bilancio e del rendiconto ed esprima un parere pubblico.

Una breve descrizione del funzionamento del regime finanziario locale la trovate a questa pagina:
http://www.consiglio.provincia.tn.it/consiglio/quadro_sintesi_autonomia/amministrazione/regime_finanziario.it.asp
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